Gennaro Esposito

 

Gennaro Esposito, 36 anni, segno dell’ariete, e così gli amanti degli astri potranno trarre tutte le conclusioni del caso sul mio carattere. Io , che non me ne intendo, posso dire di essere tenace, al limite dell’ostinazione, orgoglioso , al limite della permalosità, umorale, senza limiti.

Gli odori della cucina ( gli entusiasti li chiamano profumi ) me li porto addosso fin da bambino, merito di mia madre, che mi ha insegnato tempi e discipline di questo lavoro. Dopo la scuola alberghiera, esperienze in giro per l’Italia e l’Europa, di cui la più importante sicuramente quella da Vissani, che con le buone, ma più spesso con le cattive, ha trasmesso a me e ad altri giovani di belle esperienze il rispetto, l’amore e la sensibilità per le grandi materie prime. Ma chi è nato a Vico Equense e l’orizzonte è la montagna verde del Faito e il mare blu profondo del Golfo di Napoli, vuole tornarci ed anch’io il lavoro e gli affetti li ho cercati in patria, insieme a Vittoria, prima amica di feste ed emozioni adolescenziali, poi compagna di viaggio in  questa avventura che continua ancora.

E’ il 1992 e nasce “La Torre del Saracino”. Da allora è una storia di conoscenza  e consapevolezza, attraverso soprattutto il confronto continuo con le esperienze di amici colleghi. Ma di questo parlerò fra poco. Prima voglio raccontare un altro momento determinante nella mia formazione professionale: l’incontro con Alain Ducasse. Si sa che, a volte, le cose capitano per fortunate casualità e così al “Maestro”, in vacanza a Positano in uno degli alberghi più belli del mondo, parlano di questo ragazzo e della sua cucina dai profumi mediterranei.
Ancora non so bene come sia successo, ma di lì a poco mi sono trovato nelle cucine del Louis XV a Montecarlo e del Plaza Athénée a Parigi, dove ho capito che cosa significhi la perfetta organizzazione del lavoro e l’attenzione maniacale ai dettagli. Avevamo lasciato in sospeso il racconto dell’amicizia con i colleghi. Lo riprendiamo adesso, dicendo che la solidarietà e la fratellanza, al di fuori di ogni retorica, sono state il motore per far nascere nel 2003 la “Festa a Vico”, occasione di incontro nel mio paese, di fronte al mio mare per tutti gli amici chef che per tre giorni abbandonano le loro realtà e diventano cittadini onorari di Vico Equense. In questi anni non sono mancate le gratificazioni professionali: una stella Michelin dal 2001, tre forchette del Gambero Rosso dal 2003, il riconoscimento dell’Espresso quale migliore ristorante campano nel 2006. Ma la soddisfazione maggiore è che ho potuto fare la vita che volevo, grazie anche e soprattutto all’apprezzamento ed al sorriso di tutti coloro che hanno condiviso con me qualche ora della loro vita.
Ho voluto lasciare per ultima la partecipazione, fin dal 1999, alla associazione dei “Jeunes Restaurateurs d’Europe” perché mi ha dato, forse, una soddisfazione ancora maggiore dei pur importanti riconoscimenti ufficiali. Perché mi ha fatto conoscere giovani colleghi di tutta Europa, perché mi ha fatto capire come i confini o i paletti siano un inutile sovrastruttura mentale. Perché mi ha fatto crescere ben oltre la sfera professionale.

Ristorante Torre del Saracino

Via Torretta, 9 – Loc. Marina d’Equa

80069 Vico Equense (NA)

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