Discreto e affascinante Lyr è un luogo unico, il punto di partenza per un emozionante viaggio tra Libano ed Europa. Un percorso dove si assaporano piatti a base di ingredienti semplici dagli accostamenti originali, in un ambiente elegante, fashion e raffinato.
Il giovane Chef Morhaf Shahin sperimenta una cucina libanese contemporanea in cui si intrecciano la stessa tradizione mediorientale e la stessa raffinatezza europea che caratterizzano l’arredamento e lo stile del ristorante e danno vita ad un’esperienza globale coerente.
Si possono gustare piatti particolari: dal sofisticato warak inab a base di foglie di vite ripiene di riso, prezzemolo ed erbe, al moussaka di melanzane alla carne aromatizzata con erbe e spezie dal sapore esotico. Il locale è pensato per la cena o per un aperitivo a base di mesa, hommos di ceci, crema di yogurt, zaatar e falafel. Per la cena invece è possibile ordinare tra diversi menu degustazione che permettono di assaggiare piatti dall’incredibile varietà e creatività. Realizzato con la consulenza di Mark Moudaber.
“La cucina libanese non ha limiti, è in continua espansione; è un insieme di idee in un solo piatto, versatile e adattabile alla cultura di ogni paese”. Così si esprime Morhaf Shahin, 31 anni, Chef del ristorante Lyr. Ha iniziato la sua carriera in Libano trasferendosi poi a Johannesburg, Cipro e Dubai dove ha arricchito la sua esperienza tradizionale libanese con quella della cucina francese, molto presente nei suoi piatti.
Grandi vetrate si affacciano su corso Sempione, con pezzi d’arredamento Luigi XVI e opere di Coda Zabetta alle pareti. Tre ambienti differenti per 90 posti a sedere e due bar.
L’arredamento è ispirato all’antica arte dei fenici, primi abitanti del Libano. I materiali utilizzati per gli arredi su misura sono specchi antichizzati, ottone grezzo, legno laccato ed alcantara. La palette dei colori è basata sui colori della terra, delle malte e dei fanghi con un richiamo alle spezie. Tutti gli elementi di arredo ( ad eccezione delle sedie) sono stati realizzati su disegno ed ad hoc.
All’ingresso la reception circolare in alcantara beige e oro prelude ad una sala da pranzo arredata con toni caldi e arricchita con boisiere in lamiera oro e lampadari in cristallo. Passando davanti alla sala lounge che precede il bancone bar si giunge ad un’ampia scala beige e dorata che porta al piano inferiore dove si trova una sala privè per le cene più importanti, i cui tavoli posizionati al di sopra di una pedana chiusa da tende in lino, permettono ad un numero ristretto di ospiti di cenare in riservatezza.
È una delle espressioni più tipiche della cucina mediorientale. Influenzata dalla tradizione araba e da quella del mediterraneo con un tocco francese, utilizza prevalentemente carne di manzo e frutta secca, tra cui mandorle pinoli e pistacchi, con condimenti a base di succo di cedro.
Le minestre sono leggere, arricchite da lenticchie e speziate con cannella.
Una delle caratteristiche della cucina del Libano è la semplicità di fondo degli ingredienti, che permette di trasformare la base tradizionale, portando il piatto ad essere più sofisticato, arricchendolo di volta in volta di nuovi sapori.
Piatto tipico è il tabbooleh, un’insalata di prezzemolo, pomodori e burghul, con numerose varianti, il gusto ricorda decisamente il limone. In un pasto libanese possiamo anche trovare il Kibbeh di manzo, mini pizze libanesi e grigliate miste. Nei dolci la cucina libanese si avvicina molto alla tradizione mediterranea, turca, greca e araba ed usa ingredienti freschi e saporiti e spezie raffinate.
Tra le bevande analcoliche ci sono il Jellab, a base di uva passa servita con pinoli. Il liquore più popolare è l’Arak, che viene mescolato con acqua e ghiaccio.
Furono i fenici, 4 mila anni fa, a portare la coltura della vite in Libano; a dare una spinta alla viticoltura nella Valle della Bekaa, roccaforte di una delle più antiche produzioni di vino, furono i francesi sviluppando maggiormente i vitigni di Chardonnay e Sauvignon. Oggi il Libano vanta una produzione di 5 milioni e mezzo di bottiglie all’anno, esportate in ben 18 Paesi, e il 90% proviene dalla Valle della Bekaa.
Rabih El Monla, manager. “Lyr – afferma – è la realizzazione di un sogno: creare a Milano un ristorante che esprimesse la cultura Libanese contemporanea, e che sintetizzasse lo spirito del Libano, punto di incontro tra l’eleganza mediorientale e quella occidentale allontanandosi dal concetto di ristorante “etnico” e qualificandosi come entità a sé stante, come un locale dal fascino unico e per questo inconfondibile”.






