Auguri Gultiero!
by Dario & Romina • 19 marzo 2010 • e tanto altro • 0 Comments

Viene unanimemente considerato il fondatore della “nuova cucina italiana”, ed è a parere di molti lo chef italiano più noto nel mondo, e che sicuramente ha contribuito allo sviluppo della cucina italiana, ponendo la cultura culinaria italiana tra le più importanti del mondo.
Nacque a Milano, in una famiglia di albergatori meneghini, con cui collaborò nella ricerca del proprio percorso culinario. Nel dopoguerra si trasferì in Svizzera, dove perfezionò la sua conoscenza frequentando, dal 1948 al 1950, la scuola alberghiera di Lucerna. Rientrato in Italia, rimase per alcuni anni nell’albergo familiare, per proseguire il suo perfezionamento aParigi. Nel 1977 fondò il suo primo ristorante nel capoluogo lombardo, ottenendo nel 1978 il riconoscimento della stella dalla Guida Michelin, e nel 1986 ricevette, primo ristorante in Italia, il riconoscimento delle tre stelle della guida francese, passando a due dal 1997 in avanti. Al riconoscimento della Guida Michelin fecero seguito il riconoscimento di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1991[3] conferito dal presidente Francesco Cossiga. Altre onorificenze sono riportate nella sezione “Onorificenze”. Tra i suoi allievi, che oggi riscuotono molto successo, si possono ricordare Vittorio Beltramelli, Andrea Berton, Paola Budel, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Pietro Leeman, Paolo Lopriore, Fabrizio Molteni, Davide Oldani e altri.
Nel giugno 2006, con la collaborazione di ALMA, fonda la Italian Culinary Academy a New York.
Nel giugno 2008, Marchesi contesta il sistema di attribuzione dei punteggi della Michelin, e “restituisce” le stelle [5], contestando il sistema di votazione della guida, e affermando di voler ricevere solo commenti e non punteggi. Come risultato, nell’edizione 2009, “sparisce” il ristorante di Marchesi, rimanendo citato come il ristorante dell’albergo in cui ha sede [6], senza nessuno dei commenti voluti da Marchesi.
| « Ciò che più m’indigna è che noi italiani siamo ancora così ingenui da affidare i successi dei nostri ristoranti — nonostante i passi da gigante che il settore ha fatto — a una guida francese. Che, lo scorso anno, come se niente fosse, ha riconosciuto il massimo punteggio a soli 5 ristoranti italiani, a fronte di 26 francesi. Se non è scandalo questo, che cos’è? [...] Quando, in giugno, polemizzai con la Michelin lo feci per dare un esempio; per mettere in guardia i giovani, affinché capiscano che la passione per la cucina non può essere subordinata ai voti. So per certo, invece, che molti di loro si sacrificano e lavorano astrattamente per avere un stella. Non è né sano, né giusto[6] » | |
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(Gualtiero Marchesi, novembre 2008)
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