Il Pranzo di Babette
by Dario & Romina • 11 gennaio 2012 • e tanto altro • 0 Comments
Dopo una bella chiacchierata con l’associazione culturale Movie Club di Palestrina, mi è venuta voglia di vedere Il pranzo di Babette come consigliato.
Alla fine dell’ottocento in un piccolo villaggio della Danimarca vivono due anziane sorelle, di nome Martina e Filippa. Figlie di un pastore protestante, dopo la morte di quest’ultimo, hanno ereditato la guida della comunità religiosa locale respingendo le proposte di matrimonio e scegliendo di vivere una vita frugale e priva di lussi, aiutando la comunità e le persone in difficoltà. Un giorno si presenta alla loro porta, stremata, la parigina Babette Hersant, sfuggita dall’accusa di essere una communard. Babette viene accolta dalle due anziane signorine grazie alla lettera di un vecchio corteggiatore di una delle due e si guadagna l’ospitalità facendo da governante e contribuendo all’attività di beneficenza.
Dopo quattordici anni da Parigi arriva una grossa vincita di denaro, 10 000 franchi. Tutti credono che Babette li userà per tornare in Francia, ma lei chiede di poter dedicare un pranzo alla memoria per il centenario della nascita del pastore, padre di Martina e Filippa. Gli abitanti del villaggio, seguaci di una vita priva di piaceri terreni, saranno letteralmente sedotti ed inebriati dal pranzo che Babette, un tempo grande cuoca, ha voluto organizzare per poter nuovamente esprimere il suo talento di artista. Per procurarsi gli ingredienti, le bevande, i cristalli e le stoviglie, senza dirlo a nessuno Babette ha speso tutto il suo denaro. Solo il vecchio generale, antico innamorato di una delle due sorelle, riesce incredulo a capire il reale valore economico del pranzo.
Il film è una visione della concezione di quello che si è e di cosa si sarà. Il tema della vocazione è infatti centrale rispetto alla trama, ed è affrontato dalla figura di tutti i protagonisti. Il cambiamento del generale (al momento della sua scelta era imprigionato dal pensiero di perdere la sua donna, eppure strada facendo scopre che nella vita non si perde nulla) può essere visto come metafora del fatto che la vita si gioca non nel sì che si dice, ma nel modo in cui si vive il sì pronunciato. Lo stesso vale, in misura minore, per la sorella cantante, e per la stessa Babette, che rinuncia a una vita ricca per un pranzo donato agli amici più cari.
- Brodo di tartaruga
- Blinis Dermidoff
- Cailles in sarcofage
- Insalata mista
- Formaggi misti
- Savarin
- Frutta mista
- Caffè con tartufi al rum
- Friandises: pinolate, frollini, amaretti
Vini
- Amontillado bianco ambra
- Clos de Vougeot
- Champagne Veuve Clicquot

